Prevenzione Tumori

Nel 2019 i tumori gastrointestinali hanno interessato circa 89.400 persone in Italia. Il più diffuso è quello al colon-retto, che colpisce circa la metà dei pazienti, ed è seguito da quello allo stomaco, al pancreas e al fegato.

Dai 55 anni si consiglia lo screening biennale

Quali sono gli esami di screening per la prevenzione dei tumori gastrointestinali?

I programmi di screening sono fondamentali per la prevenzione dei tumori. Consistono in esami specifici offerti attivamente ad una fascia di popolazione più a rischio di sviluppare patologie oncologiche.

Test del sangue occulto nelle feci

Ai pazienti di età compresa tra i 50 e i 69 anni si consiglia, a cadenza biennale, il test del sangue occulto nelle feci. Si tratta di un esame che prevede la raccolta di un piccolo quantitativo di feci da parte del paziente stesso. L’analisi di questo campione può rivelare la presenza di sangue non visibile ad occhio nudo.

La presenza di materiale ematico nelle feci può far presagire a lesioni pre-tumorali o tumorali oppure a patologie meno gravi come emorroidi, ragadi, diverticoli o polipi adenomatosi.

In caso di positività al test, il paziente sarà invitato ad iniziare un percorso di approfondimento diagnostico (es. colonscopia) per scongiurare la presenza di lesioni tumorali o pre-tumorali. In caso contrario, sarà sufficiente ripetere l’esame del sangue occulto nelle feci dopo due anni.

Le lesioni ed i polipi, specialmente in fase iniziale, non sempre sanguinano e il test potrebbe risultare negativo.

Sigmoidoscopia

Oltre al test del sangue occulto nelle feci, è consigliabile sottoporsi almeno una volta nella vita, specialmente tra i 55 e i 60 anni, ad una sigmoidoscopia.

È un esame che permette di visualizzare l’ultimo tratto del colon e di evidenziare la presenza o meno di alterazioni patologiche. Questo esame ha una durata di pochi minuti e viene effettuato con l’ausilio di un endoscopio, una piccola sonda flessibile, che nella maggioranza dei casi è ben tollerata dal paziente.

Solitamente, in presenza di polipi di piccole dimensioni (<1 cm), è possibile procedere con la loro rimozione durante la stessa seduta, mentre se dovessero essere presenti polipi di grandi dimensioni o lesioni sospette, è necessario che il paziente si sottoponga ad una colonscopia per un’indagine più approfondita.

Clisma opaco

Oltre alla colonscopia, che permette di prelevare piccole quantità di tessuto intestinale (biopsia), il paziente può essere sottoposto ad un clisma opaco a doppio contrasto, un esame radiologico che permette di individuare alterazioni del colon come neoplasie e diverticoli. L’esame si svolge con l’ausilio di un liquido di contrasto, che introdotto nel retto insieme a dell’aria attraverso un sondino, permette di opacizzare le pareti dell’intestino e renderle ben visibili sulla radiografia.

Perché è fondamentale seguire i programmi di screening?

Sottoporsi agli esami di screening colorettale permette di agire tempestivamente e precocemente su forme tumorali in stadio iniziale e altre patologie pre-tumorali.

Tanto prima viene diagnosticata l’alterazione patologica, tanto più alta è la possibilità di guarigione da parte del paziente e meno invasivo dovrà essere l’intervento terapeutico.

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