Emorroidi

Emorroidi interne, esterne e prolasso del retto

Le emorroidi (il termine deriva dal greco haimorroides, haima, sangue e rheo, flusso) sono varicosità delle vene del plesso venoso emorroidario (o plesso venoso rettale) ovvero di quel reticolo venoso che fa parte della mucosa anale e che è deputato alle funzioni di continenza e di evacuazione.

(Fig. A) Emorroidi

Illustrazione di intestino con Emorroidi

Descrizione

I vasi sanguigni che si trovano nel plesso emorroidario sono soggetti a fenomeni patologici come infiammazioni o trombosi e sono spesso causa di una sintomatologia caratterizzata da bruciore, dolore, prurito e sanguinamento. A seconda della loro localizzazione, possiamo distinguere le emorroidi in emorroidi interne ed emorroidi esterne.

  • Emorroidi interne
    Si sviluppano all’interno del canale anale e sono indolori (a meno che non siano completamente prolassate o siano associate a ragadi).
  • Emorroidi esterne
    Appaiono come protuberanze dure e dolenti.

I sintomi più caratteristici della malattia emorroidaria sono rappresentati dal sanguinamento, dal prolasso, dal dolore, dal prurito, dalle perdite mucose e dal fastidio a livello anale.

Il sanguinamento è, senza ombra di dubbio, il sintomo che compare più di frequente; come accennato all’inizio, in certi stadi della malattia è infatti l’unico motivo che può far sospettare la presenza di emorroidi. Le perdite ematiche causate dalle emorroidi si distinguono da quelle provenienti dal colon per la colorazione più intensa.

Anche il dolore e il prurito sono sintomi abbastanza frequenti nel soggetto affetto da emorroidi. Negli stadi iniziali sia dolore che prurito non sono particolarmente intensi e molte persone riescono a convivere abbastanza bene con questa sintomatologia. Non è infrequente che la patologia, quando si trova ancora agli stadi iniziali, regredisca completamente o comunque si stabilizzi.

I veri problemi si verificano quando il quadro patologico ha raggiunto il III o il IV grado. In questi casi la patologia può rivelarsi estremamente penalizzante della qualità della vita, interferendo pesantemente in tutte le attività del soggetto. Il dolore, il fastidio e il prurito possono infatti raggiungere livelli molto intensi creando problemi anche nei movimenti più banali. Inoltre, per quanto le emorroidi non possano essere considerate una grave patologia, possono essere causa di complicanze più serie (anemia, flebite, ragadi, trombosi).

Diagnosi

La diagnosi è basata essenzialmente sulla presenza dei sintomi descritti in precedenza. Una valutazione precisa della gravità del quadro clinico viene effettuata attraverso l’indagine anoscopica, un esame che viene effettuato introducendo nel canale anale uno strumento monouso chiamato anoscopio (anche proctoscopio).

Stadi della malattia

La distinzione fra emorroidi interne ed esterne è, secondo alcuni autori, superata dalla classificazione che ne viene fatta in base alla gravità del quadro; in base a questa classificazione si distinguono quattro diversi gradi (o stadi) della malattia emorroidaria:

I grado

Sono ubicate all’interno del canale anale e di conseguenza non sono visibili se non tramite esame anoscopico; sono generalmente indolori e il soggetto che ne è affetto si rende conto della loro presenza solo in caso di sanguinamento.

II grado

Sono ubicate all’interno del canale anale, ma prolassano all’esterno durante l’atto defecatorio per poi rientrare in modo spontaneo. Nel caso di emorroidi di II grado sono presenti sanguinamento e fastidio.

III grado

Questa classe di emorroidi prolassano persistentemente all’esterno del canale anale ed è necessaria una manovra manuale di riposizionamento al fine di farle rientrare all’interno del canale stesso.

IV grado

Le emorroidi di IV grado sono quelle impossibili da riposizionare all’interno del canale anale per cui la mucosa anale è costantemente a contatto con gli indumenti.

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