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Caffè e salute: gli effetti della caffeina sul corpo umano

Il caffè fa bene?

Il recente articolo dal titolo “Coffee, Caffeine and Health” ha evidenziato come il caffè possa avere diversi effetti sul corpo umano a seconda che sia filtrato o non filtrato, preso in tazza grande o piccola, con l’aggiunta o meno di latte o zucchero. Ma è la quantità di caffeina assunta quotidianamente il fattore da tenere maggiormente in considerazione. Se consumato responsabilmente, infatti, il caffè può portare numerosi benefici alla salute dell’uomo.

Il caffè migliora le capacità cognitive?

Si pensa che il caffè abbia un effetto benefico sulle prestazioni cognitive e sulla tolleranza al dolore. Durante lo studio analizzato nell’articolo è emerso che la caffeina contribuisce ad aumentare la vigilanza e ad accorciare i tempi di reazione. Lo studio ha preso in esame individui che conducono attività lavorative prolungate, come ad esempio, la guida su lunghe distanze o l’attività in catena di montaggio. Questo è vero se si pensa al fatto che la caffeina limiti, in parte, gli effetti dell’adenosina. Questa molecola viene prodotta in modo naturale dall’organismo umano e che ha come effetto quello di indurre il sonno.

In dosi moderate, quindi, da 40mg a 300mg – cioè da 1 a 5 tazzine di caffè – la caffeina riduce gli effetti dell’adenosina e di conseguenza aumenta la vigilanza riducendo la sensazione di affaticamento. Si è inoltre osservato che aggiungere ad un analgesico una quantità di caffeina che va da 100mg a 130 mg, contribuisca ad aumentare il sollievo dal dolore. Tuttavia, in soggetti sensibili il superamento delle dosi consigliate di caffeina può indurre a stati d’ansia.

Caffè e salute

Detto questo, è bene ricordare che il caffè gioca un ruolo importante nella prevenzione di diverse patologie. Può ostacolare, ad esempio, il formarsi dei calcoli biliari e del cancro alla cistifellea e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari come l’ictus o l’insorgere di problemi legati al fegato quali la cirrosi e la fibrosi epatica.

E anche nel campo delle patologie neurologiche, il caffè costituisce un prezioso alleato per la salute dell’uomo. Infatti, l’assunzione di caffeina può contrastare il rischio di depressione e di suicidio e basandosi su studi condotti sugli animali, può prevenire il Parkinson limitando effetti tossici e neurodegenerativi.

Il caffè fa ingrassare?

Il caffè rientra nella dieta di un gran numero di persone, ma quanto incide sul peso e sul benessere fisico? Alcuni studi affermano che la caffeina possa ridurre l’appetito stimolando il sistema nervoso simpatico e che 6 dosi giornaliere di 100 mg di caffeina aumentino il consumo energetico del 5%. Tuttavia, l’assunzione di bevande zuccherate e caloriche contenenti caffeina può portare ad un aumento del peso corporeo.

È dunque buona prassi consumare la giusta quantità di caffeina che per un adulto in buona salute è di massimo 400 mg al giorno (circa 5 tazzine), ricordando però che la risposta alla caffeina varia da persona a persona e che quindi occorre personalizzare la dose quotidiana in base al proprio metabolismo.

Effetti tossici della caffeina

In alcuni casi particolari la caffeina può essere considerata una sostanza tossica, questo accade se viene assunta in quantità elevate. Gli effetti collaterali, evidenti, se si assumono dosi superiori a 1,2 grammi, si manifestano sotto forma di stati d’ansia, insonnia, irrequietezza, ma anche agitazione psicomotoria e un flusso eccessivo di pensieri e parole.

La caffeina può diventare addirittura fatale se assunta in dosi superiori ai 10 grammi. Risulta comunque raro un avvelenamento da caffeina derivante da fonti tradizionali, quali il caffè e il tè, in quanto presupporrebbe l’assunzione da 75 a 100 tazze di caffè in un lasso di tempo molto breve. I decessi causati da un sovradosaggio di caffeina, sono stati riscontrati per lo più in individui che hanno ingerito un’elevata quantità di compresse o integratori, e soprattutto in atleti o in pazienti con disturbi psichiatrici.

Effetti negativi della caffeina

Gli effetti negativi della caffeina risultano maggiori nel caso essa venga assunta tramite bevande energetiche piuttosto che direttamente tramite caffè o tè. I motivi sono legati al fatto che, il consumo occasionale delle bevande energetiche, non consente di sviluppare una buona tolleranza alla caffeina.

Inoltre queste bevande sono molto diffuse tra gli adolescenti e i bambini, che sono maggiormente vulnerabili agli effetti negativi della caffeina. Talvolta l’informazione relativa al contenuto di caffeina non è chiara al consumatore. Non sono neanche molto chiari, quindi, gli effetti sinergici della caffeina con altre sostanze presenti nelle bibite energetiche.

A questo occorre aggiungere che, la carenza di tali informazioni non permette di tenere in dovuta considerazione alcuni aspetti importanti, ad esempio: le pericolose ripercussioni sul sistema cardiovascolare che possono verificarsi quando vengono miscelate bevande energetiche con bevande alcoliche oppure, gli effetti negativi che derivano dall’assunzione di bevande energetiche durante allenamenti o sforzi intensi.

Occorre precisare però che molti studi sull’assunzione di caffeina e i relativi risultati sulla salute, possono avere molti limiti. I rischi di contrarre malattie croniche legate al consumo di caffeina, per esempio, possono essere potenzialmente condizionati da precedenti stili di vita poco salutari, come l’abitudine ad assumere tabacco o altre sostanze, e per questa ragione possono risultare fuorvianti e inesatti.

Fonte: Coffee, Caffeine and Health

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