Sindrome del
colon irritabile

Ne soffre circa il 15% della popolazione
Incidenza per genere
Incidenza per età (dai 20 ai 40 anni)

(Fig. A) Colite spastica sindrome colon irritabile

Colite spastica sindrome colon irritabile

Che cos’è la colite spastica (IBS) o sindrome del colon irritabile?
Quali sono le cause?

Si tratta di un disturbo funzionale dell’intestino crasso che, generalmente, non prevede alterazioni strutturali dell’apparato gastroenterico, ma un’alterazione della motilità intestinale e della sensibilità dei nervi intestinali.

Circa il 15% della popolazione ne è affetta, con un maggior numero di soggetti tra la popolazione femminile e con un’età media compresa tra i 20 e 40 anni.

I fattori scatenanti sono tuttora sconosciuti anche se una delle cause possibili potrebbe essere di origine psicosomatica: ansia, depressione, stress e stati emotivi alterati potrebbero svolgere un ruolo importante nelle fasi iniziali e nelle riacutizzazioni.

Altri sospettati sono: alterazioni ormonali, abuso di alcuni farmaci (tra cui i lassativi), determinati cibi (latticini, alcuni carboidrati, cioccolato, tè, caffè, alcune verdure e legumi).

Quali sono i sintomi della colite spastica (IBS)?

I sintomi comuni sono dolore all’addome e crampi all’addome, tuttavia i sintomi sono variabili e più frequentemente si assiste ai seguenti disturbi:

  • variazione della motilità intestinale che può risultare rallentata oppure accelerata. La stipsi diviene col passare del tempo cronica e le feci possono essere accompagnate da muco. La diarrea si presenta invece prevalentemente dopo i pasti o al mattino. Il dolore addominale acuto che accompagna le scariche di diarrea normalmente scompare dopo l’evacuazione;
  • meteorismo ed eruttazione causati dalla fermentazione di alcuni cibi ingeriti che generano gas intestinali;
  • anoressia;
  • nausea;
  • alitosi (alito cattivo);
  • astenia (debolezza generalizzata);
  • alterazioni del battito cardiaco (palpitazioni);
  • disturbi psicologici come ansia, depressione, scarsa concentrazione sono stati riscontrati nel 70-90% dei pazienti affetti da colite spastica (IBS).

Come si diagnostica la sindrome del colon irritabile?

La sindrome del colon irritabile si diagnostica dopo una valutazione dei sintomi da parte del medico gastroenterologo.

Alcuni esami permettono invece di escludere altre patologie gastrointestinali che prevedono, a differenza della colite spastica (IBS), alcune vere e proprie alterazioni strutturali dell’intestino:

  • esame delle feci per escludere la presenza di sangue occulto, batteri, parassiti e altri agenti patogeni;
  • rettosigmoidoscopia per esaminare il retto ed il sigma oppure una colonscopia per esaminare il colon ed escludere anomalie;
  • clisma opaco, ovvero una radiografia del colon e del retto che si effettua con l’utilizzo di un liquido di contrasto che viene introdotto tramite una sacca collegata ad una sonda;
  • test di tolleranza al lattosio e breath test che permettono di definire se è presente un’intolleranza ai latticini, causa di meteorismo e diarrea ricorrenti;
  • dosaggio degli ormoni tiroidei poiché sia in caso di ipotiroidismo che ipertiroidismo, le funzioni gastrointestinali possono risultare alterate.

Quale alimentazione adottare?

Molti pazienti che soffrono di colon spastico hanno notato alcuni miglioramenti cambiando alcune abitudini alimentari:

  • aumentare il numero di pasti e ridurre la quantità di cibo ingerito per volta: 5 o 6 pasti moderati al giorno possono ridurre i sintomi;
  • adottare una dieta a basso contenuto di FODMAP, acronimo di Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides and Polyols (Oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili).

Questi carboidrati tendono a fermentare nell’intestino e andrebbero evitati in caso di colite spastica (IBS).

I principali cibi da evitare sono: alcuni frutti (mele, pere, mango, anguria, fichi, cachi, albicocche, frutta essiccata, ecc.), miele, sciroppi dolcificanti, dolcificanti artificiali, tutti i tipi di latte e formaggi molli, alcuni tipi di verdura (cavoli, broccoli, cavolfiori, scalogno, aglio, cipolla, asparagi, ecc.), legumi (ceci, piselli, fagioli, lenticchie, soia, ecc.).

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