Prevenzione tumori

Un programma organizzato di screening di popolazione è un programma di sanità che si rivolge ad una ben definita popolazione, considerata a particolare rischio per età o per altre caratteristiche, alla quale è attivamente offerto un test di screening di facile esecuzione, innocuo, ripetibile, facilmente accettabile, al fine di selezionare un sottogruppo di popolazione positivo al test da sottoporre ad ulteriori e più sofisticate indagini diagnostiche.

Ciò può consentire di cogliere una malattia pre-tumorale o tumorale nelle sue prime fasi di sviluppo, in modo da garantire un tempestivo intervento terapeutico. Un intervento precoce sarà limitato e conservativo, consentirà la risoluzione della patologia e aumenterà le probabilità di guarigione completa.
Il programma di screening dei tumori del colon-retto prevede che le persone appartenenti alla fascia di età 50-69 anni (uomini e donne) siano invitate ogni due anni, ad eseguire il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci con unico prelievo e senza restrizioni dietetiche.
Se il test risulterà negativo (vale a dire in assenza di sangue occulto nelle feci) la persona sarà invitata a ripetere il test a distanza di due anni..
Se il test risulterà positivo (presenza di sangue occulto nelle feci), la persona sarà invitata dal Centro Screening e seguita in tutto il percorso di approfondimento diagnostico relativo alla presenza di lesioni tumorali o pretumorali, di eventuale cura, fino al follow up successivo.

Il test di screening
Le lesioni tumorali e, seppure in misura minore i polipi adenomatosi, per le loro caratteristiche strutturali, possono sanguinare fin dai primissimi stadi di sviluppo. Questo sintomo può rimanere inavvertito per lungo tempo, in quanto la quantità di sangue emessa è estremamente piccola e quindi impercettibile all’occhio umano. Durante questo tempo, tuttavia, le lesioni possono continuare a svilupparsi lentamente.

Il sanguinamento è da attribuire a lesioni pre-tumorali (adenomi) o tumorali (seppure in gran parte ai primi stadi di sviluppo) nel 30-40% dei casi; nella restante parte può essere attribuito ad altre alterazioni intestinali di scarso rilievo dal punto di vista oncologico, come le emorroidi, le ragadi, le fistole, i diverticoli, i polipi iperplastici o di altra natura .
Questo sanguinamento non visibile ad occhio nudo e pertanto “occulto” oggi può essere rilevato da un esame molto sensibile e specifico – il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci - che consente di identificare lesioni pre-tumorali o tumorali e permette di avviare accertamenti più approfonditi (principalmente la colonscopia), per verificarne l’origine.

Gli adenomi e i tumori in fase precoce non sanguinano in modo continuativo, ma saltuario, per questo è possibile che ad un primo test, pur in presenza di una lesione, il sanguinamento occulto non sia presente. E’ quindi necessario, per aumentare la probabilità di identificare un sanguinamento, ripetere periodicamente il test. La periodicità ritenuta ottimale, anche in relazione al lento sviluppo dei tumori, è ogni due anni.
I test per la ricerca del sangue occulto nelle feci maggiormente utilizzati oggi nei programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto (per i quali esistono dati d’efficacia in termini di riduzione della mortalità tratti da studi randomizzati e controllati), sono il test al Guaiaco non reidratato su tre prelievi consecutivi eseguito dopo restrizione dietetica e sospensione dell’ assunzione di certi farmaci, ed i test immunologici per la rilevazione specifica dell’emoglobina umana. Questi ultimi hanno dimostrato una migliore sensibilità e specificità, presentando inoltre il vantaggio di potersi effettuare con un solo prelievo e di non richiedere restrizioni dietetiche.

Gli approfondimenti
In caso di positività del test è indispensabile eseguire gli approfondimenti successivi per individuare la causa del sanguinamento. L’indagine più appropriata è sicuramente la colonscopia che consente la visione diretta della superficie interna del colon e del retto.
Le persone che si sottoporranno al test e che avranno un esito positivo (presenza di sangue occulto nelle feci) saranno richiamate dal Centro Screening e seguite nel percorso di approfondimento diagnostico (con l’esecuzione di una colonscopia completa e di tutti gli eventuali ulteriori interventi diagnostici) e di cura.
La colonscopia si esegue introducendo per via anale una sonda flessibile del diametro di 11-13 mm fornita di una piccola telecamera che è fatta avanzare delicatamente fino al cieco; eventualmente si può attenuare il disagio dell’esame praticando una sedazione cosciente.
Questa indagine permette di osservare direttamente la mucosa intestinale identificando eventuali anormalità come infiammazioni, polipi, tumori, emorragie. In caso di necessità è possibile prelevare, in maniera indolore, piccoli frammenti di tessuto (biopsie) o asportare eventuali polipi. Naturalmente la buona visione della superficie interna si può ottenere solo se l’intestino è perfettamente pulito, cioè sgombro da feci. Per questo è necessaria un’accurata preparazione con prodotti specifici.
Se non è possibile eseguire una colonscopia, si potrà ricorrere alla esecuzione di un esame radiologico: Rx clisma opaco con doppio contrasto. Quest’ultimo ha il limite di non consentire la visione diretta della mucosa colica, il prelievo di campioni di tessuto e le polipectomie. Anche per l’Rx clisma opaco con doppio contrasto è necessaria un’accurata pulizia intestinale.

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